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Metodo

Con quali convenzioni questo sito calcola, e dove le scuole non vanno d'accordo.

  • Il calcolo è deterministico: stessi dati in ingresso, stesso risultato.
  • Dove le scuole divergono, la convenzione usata viaggia accanto al numero.
  • Quello che i numeri significhino non lo dice mai nessuna pagina di questo sito.

Un tema natale non è una misura: è una misura più una lunga fila di convenzioni. Due programmi che partono dalla stessa nascita danno due carte diverse, e quasi mai perché uno dei due sbaglia i conti — perché contano l'inizio dell'Ariete da due punti diversi, dividono le case con due formule diverse, chiamano aspetto due angoli diversi. Questa pagina elenca le scelte fatte qui, così che chi trova un risultato diverso altrove possa vedere dove le due strade si separano invece di chiedersi chi ha ragione.

Che cosa il motore dice e che cosa tace

Il confine è netto e non è una modestia di facciata: il motore emette predicati verificabili, cioè affermazioni che chiunque può ricalcolare dagli stessi dati di partenza seguendo la convenzione dichiarata accanto al risultato. «La Luna è a 12°34' dello Scorpione», «sette corpi su dieci cadono in segni d'acqua», «Saturno torna diretto il 15 novembre alle 03:41 UTC» sono predicati. «Saturno in settima ritarda il matrimonio» non lo è, e da questo sito non esce.

Il confine non è l'ampiezza del calcolo ma il significato: un conteggio esteso a tutto il tema si può fare, un'inferenza su una vita no. È la stessa riga che separa il settore diurno dal carattere di chi è nato di giorno — il motore produce il primo e tace sul secondo.

Le effemeridi

Le posizioni vengono da Swiss Ephemeris, che è lo standard di fatto anche dei programmi commerciali. Quando i suoi file di dati non sono installati il motore ripiega sulle effemeridi analitiche di Moshier: il sito resta utilizzabile, la precisione scende di una frazione di secondo d'arco sui pianeti principali — irrilevante per un tema, dove il grado è già una misura fine — e Chirone non è più calcolabile, perché richiede il file degli asteroidi.

Quale delle due strade sia stata presa non resta implicito: finisce fra le avvertenze che accompagnano il risultato. È la regola generale del motore — il fallimento è parziale. Un corpo che non si riesce a calcolare produce un avviso e non un errore, e la carta arriva lo stesso con tutto il resto.

Lo zodiaco, e i ventiquattro gradi di differenza

I due zodiaci non sono due astronomie: sono due convenzioni su dove cominci l'Ariete. Quello tropicale, usato dall'astrologia occidentale, lo fa cominciare al punto vernale — l'equinozio di primavera — che per via della precessione degli equinozi arretra di circa un grado ogni settantadue anni. Quello siderale, usato dall'astrologia indiana, lo àncora alle stelle fisse.

Lo scarto fra i due si chiama ayanamsa e oggi vale poco più di ventiquattro gradi: quasi un segno intero. Vuol dire che la stessa persona ha quasi sempre due Soli diversi a seconda della convenzione, e che chi si è visto dire due segni solari diversi non è stato ingannato da nessuno dei due.

Non esiste un ayanamsa giusto: dipende da quale stella si prende come chiodo e a quale longitudine la si fissa. Fra Lahiri — l'ufficiale del governo indiano, e il predefinito qui — e Raman corre più di un grado e mezzo, abbastanza da spostare la Luna di un nakshatra e con essa l'intera sequenza delle dasha. Il sito ne espone sei: Lahiri, Chitrapaksha vero, Krishnamurti, Raman, Yukteshwar e Fagan/Bradley. Il valore in gradi viaggia col risultato, non solo il nome.

I sistemi di case

Nove, e la scelta cambia la carta più di quanto si creda: uno stesso pianeta può stare in decima con Placido e in nona a segni interi. Sono Placido (il predefinito, e il più diffuso in Occidente), Koch, segni interi, equale, Regiomontano, Campano, Porfirio, topocentrico e Alcabizio.

Placido e Koch non sono definiti alle latitudini polari: oltre il circolo polare certe cuspidi non esistono. In quel caso Swiss Ephemeris ripiega da sé su Porfirio, e il sito lo riporta fra le avvertenze invece di tacerlo, perché è un'altra carta e non la stessa carta con un dettaglio in meno.

Il sistema di case usato viaggia col tema. Anche il sistema Gauquelin, che divide il cielo in trentasei settori invece che in dodici, non è supportato: produce un errore esplicito, non dodici cuspidi arbitrarie.

Quando l'ora di nascita non si sa

Il sito calcola lo stesso, e non chiede di inventare un'ora. Quello che cade è tutto e solo ciò che dipende dalla rotazione della Terra: niente Ascendente, niente Medio Cielo, nessuna casa, nessuna Parte di Fortuna — che si costruisce sull'Ascendente — e nessun settore diurno o notturno. Restano le posizioni nei segni e gli aspetti fra i corpi.

La Luna resta il dato più fragile: percorre circa tredici gradi al giorno, quindi su una nascita a ora ignota il suo grado è incerto di mezzo segno. È una carta più povera, non una carta approssimata.

I corpi

Di serie: i dieci fra luminari e pianeti — Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone — più l'asse dei Nodi lunari. Su richiesta anche Lilith e Chirone.

Due precisazioni che altrove restano implicite. Il Nodo Nord è il nodo medio, non quello vero: sono due punti che distano fino a un grado e mezzo, e i programmi si dividono su quale usare. Il Nodo Sud non è calcolato ma derivato, essendo per definizione all'opposizione esatta del Nord — per la stessa ragione non compare fra i corpi in transito, dove ogni sua riga sarebbe una riga già presente letta al contrario, e non gli si assegna nessun aspetto col Nord. Lilith è l'apogeo lunare medio, la cosiddetta Luna Nera; anche qui la variante vera esiste ed è un altro punto.

I graha retrogradi sono marcati con .

Gli aspetti e le orbite

Un aspetto è una distanza angolare fra due punti, ammessa entro una tolleranza che si chiama orbita. Le orbite sono la convenzione su cui i programmi divergono di più, perché non discendono da niente: si scelgono. Queste sono quelle usate qui.

AspettoAngoloOrbita nataleOrbita in transito
Congiunzione
Opposizione180°
Trigono120°
Quadrato90°
Sestile60°1,5°
Semisestile30°
Quinconce150°
Semiquadrato45°
Sesquiquadrato135°

I quattro aspetti minori — semisestile, quinconce, semiquadrato, sesquiquadrato — sono esclusi finché non si chiedono: la tabella predefinita porta i cinque maggiori.

I luminari ricevono orbite più larghe, secondo la prassi corrente: due gradi in più nel tema natale, e il bonus vale per ciascuno dei due lati della coppia — un aspetto fra Sole e Luna somma quindi quattro gradi. In transito il supplemento è di un grado per la Luna e mezzo per il Sole, in entrambi i versi: un contatto che tocca il Sole natale ha più spazio tanto quanto ne ha la Luna che passa.

Le orbite dei transiti sono molto più strette e non per gusto: con gli otto gradi natali un transito di Saturno resterebbe «in aspetto» per mesi di fila, e il quadro del momento diventerebbe un elenco di contatti permanenti che non distingue il giorno in cui l'aspetto si perfeziona da quello prima e da quello dopo.

Ogni aspetto porta anche la direzione — applicativo se la distanza si sta stringendo, separativo se si sta aprendo — ricavata dal moto di entrambi i punti e non dal solo più veloce.

La Parte di Fortuna

Proietta sull'Ascendente la distanza fra Sole e Luna. È il caso da manuale di convenzione divergente: nella tradizione ellenistica e medievale la formula si inverte nei temi notturni, mentre parte dei programmi moderni usa sempre la forma diurna. Su un tema notturno le due danno risultati che possono distare oltre cento gradi — non un dettaglio, un altro punto in un altro segno.

Qui il predefinito è la formula che tiene conto del settore, cioè quella che si inverte di notte. L'altra resta disponibile, e serve soprattutto a riprodurre il risultato di un altro programma quando lo si sta confrontando. La formula usata è dichiarata accanto al punto.

Il settore diurno o notturno non si decide dal numero di casa del Sole ma geometricamente, dall'arco fra Discendente e Ascendente: nei segni interi la settima casa non comincia al Discendente, e «casa maggiore o uguale a sette» darebbe la risposta sbagliata.

La distribuzione fra elementi e modalità

Che l'Ariete sia di fuoco non è interpretazione ma classificazione, e su quella non c'è scuola che dissenta da Tolomeo in poi. Il punto delicato non è contare: è decidere che cosa contare. Includere gli assi? La Parte di Fortuna? I Nodi? Le scuole non concordano, e un totale solo nasconderebbe la scelta dentro un numero.

Qui la decisione non si prende. I dieci fra luminari e pianeti fanno un gruppo, e ciò che sta oltre — Nodi, Lilith, Chirone, assi, Parte di Fortuna — viene contato a parte invece che escluso. Ogni gruppo porta con sé l'elenco di ciò che ha contato, così che chi conta diversamente possa rifare la somma senza rifare il tema.

L'astrologia indiana

I termini restano in sanscrito, qui come nel resto del sito: nakshatra, dasha, varga, drishti, tithi. Tradurli produrrebbe parole che nessun libro usa e che non si possono cercare da nessuna parte — «dimore lunari» per i nakshatra è una perifrasi, non un nome. Tutto quello che segue vale nello zodiaco siderale.

I nakshatra

Lo zodiaco diviso in ventisette parti invece che in dodici: sono le tappe di un giro della Luna, non del Sole, e ciascuna misura 13°20'. Nell'astrologia indiana pesano quanto i segni e in più d'un caso di più — il nakshatra della Luna alla nascita è quello che si intende quando si chiede sotto quale stella qualcuno è nato. Ognuno si divide in quattro pada di 3°20'.

Chiederne uno su una longitudine tropicale è una domanda malposta: un nakshatra è un tratto di cielo fra stelle fisse, e contarlo dal punto vernale lo staccherebbe dalle stelle che lo nominano. Il motore lo dice invece di rispondere con un numero.

Le dasha vimshottari

Il tempo diviso in periodi retti da un graha. Vimshottari vuol dire centoventi, e tanti sono gli anni del ciclo intero; i nove graha se li dividono in parti fisse e disuguali che sommano a centoventi esatti. Ogni periodo si suddivide nei nove secondo le stesse proporzioni: qui la suddivisione si ferma al terzo ordine.

Dove la catena cominci lo dice il nakshatra della Luna alla nascita; quanto ne resti lo dice il punto esatto dentro quel nakshatra. È l'unico calcolo del sito in cui un secondo d'arco vale ore di calendario — 13°20' valgono fino a vent'anni di dasha, quindi un secondo d'arco vale circa tre ore e mezza. Su un'ora di nascita incerta, le date che ne escono lo sono altrettanto.

È la cosa più simile a una previsione che il sito emetta, e resta aritmetica: dice quando un periodo comincia, non che cosa ci accadrà dentro.

I varga

Un varga divide ogni segno in n parti e assegna a ciascuna un segno, secondo una regola che cambia da varga a varga. Ne esce una carta nuova, con gli stessi corpi in posti diversi: il D-9 di una nascita è una seconda carta, non una colonna della prima. Il sito ne calcola sei — D-1, D-3, D-9, D-10, D-12 e D-30.

Fra le sedici divisioni classiche le scuole divergono su più d'una, e un segno consegnato senza la regola che l'ha prodotto non si può ricontrollare: per questo la regola viaggia col risultato, scritta per esteso accanto alla carta. A che cosa serva ciascun varga è interpretazione e sta a chi legge; che cosa ciascuno sia è aritmetica, ed è dichiarata.

Le drishti

Non sono gli aspetti occidentali con un altro nome, e differiscono in tutto. Si contano a segni interi: non c'è orbita, un graha guarda un segno intero e tutto ciò che vi si trova. Sono direzionali: si contano sempre in avanti nello zodiaco, quindi che A guardi B non implica che B guardi A. E cadono anche sul vuoto, perché un graha che guarda una casa disabitata la guarda lo stesso — per questo i segni bersagliati si riportano tutti, non solo quelli occupati.

La regola di base è che ognuno guarda il settimo da sé, cioè il segno opposto. Tre ne hanno altre due ciascuno: Marte la quarta e l'ottava, Giove la quinta e la nona, Saturno la terza e la decima.

Il panchanga

Le cinque membra del calendario indiano — tithi, vara, nakshatra, yoga e karana. Non è un tema: è la qualità di un istante in un luogo. Tutto discende da due sole longitudini, quella del Sole e quella della Luna, e da un'alba.

Da lì discende anche una distinzione che vale la pena tenere a mente: tithi e karana non dipendono dall'ayanamsa, perché una differenza fra due longitudini non cambia se si spostano entrambe. Nakshatra e yoga sì — e lo yoga il doppio degli altri, perché usa la somma.

L'elezione: le ore planetarie

Qui l'istante non si riceve, si cerca. Il calcolo dice di che cosa è fatto il tempo in un certo luogo, e tre cose lo rendono diverso dal resto del sito.

  • Dipende dal luogo più di ogni altro calcolo. Alba e tramonto muovono tutto: a parità di istante, un'ora planetaria di Palermo non è quella di Oslo.
  • Le ore non durano un'ora. Il giorno si divide comunque in dodici parti — lunghe d'estate, corte d'inverno — e la notte per differenza.
  • Il giorno comincia all'alba, non a mezzanotte: il reggitore di lunedì entra in carica quando il Sole sorge, non quando scatta la data.

La successione dei reggitori segue l'ordine caldeo, cioè i sette pianeti classici per velocità apparente decrescente. Ventiquattro ore avanzano di tre posizioni nella catena, ed è da questo scarto che nasce l'ordine dei giorni della settimana — che infatti non è quello dei pianeti, e che sopravvive intatto nei nomi italiani dei giorni.

Accanto alle ore compare il vuoto di corso della Luna: il tratto in cui non perfeziona più alcun aspetto maggiore prima di lasciare il segno, e che dura da pochi minuti a un giorno e mezzo. Il sito dice quando comincia e quando finisce. Che la tradizione sconsigli di cominciare qualcosa mentre è in corso è interpretazione, e sta a chi legge.

Nessuna di queste pagine dice quale ora sia propizia. Il risultato è un calendario, non una classifica, ed è una scelta di fondo: una graduatoria sarebbe un giudizio travestito da numero.

Rifare i conti

Tutto quello che l'interfaccia mostra è disponibile anche altrove, con gli stessi parametri: un'interfaccia REST sotto /api, in cui ogni endpoint è una richiesta GET perché un tema è una funzione pura dei suoi argomenti; una riga di comando; e un server MCP per chi lavora con un assistente. I parametri sono documentati nei commenti delle rotte e nelle descrizioni dei tool, che restano la fonte.

Il codice è pubblico e la licenza è AGPL-3.0-or-later: chiunque può leggere come ciascuno di questi numeri viene fuori, e correggerlo se è sbagliato. È il senso di questa pagina — non chiedere fiducia, ma dire dove guardare.

Questo sito è uno spazio dedicato alla ricerca interiore e all'arricchimento personale e in nessun caso sostituisce il parere di professionisti per questioni mediche, legali, finanziarie o altro.

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